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2019, l’anno dei vini Rosa?

Vini Rosa

2019, l’anno dei vini Rosa?

i Vini diventano Rosa

Una volta si chiamavano Rosè ed erano vini che difficilmente superavano la soglia della mediocrità. Adesso sono i vini rosa e rappresentano l’ultima frontiera dello chic.

Vini da “femmine”?

Diciamolo subito, i rosè non hanno mai trovato grande spazio nell’immaginario dei sommelier. Il corpo estremamente leggero e la tenue impronta al palato, li rendevano particolarmente apprezzati da quella parte sempre più esigua di donne, che non amano troppo l’intensità di un rosso autentico, magari per un aperitivo in compagnia. Il trend che ha visto negli ultimi decenni le donne inserirsi con efficacia, competenza e straordinari risultati nel mondo del vino che conta, ha però smorzato di gran lunga il mercato di questi prodotti, fino ad oggi almeno.

L’universo dei vini rosati è infatti interessante e complesso. Non si parla ovviamente di strutture di spessore come nei rossi, ma di nuances che richiedono una certa sensibilità per essere apprezzate. Il vino rosato è generalmente leggero e frivolo ma puo’ anche celare una certa consistenza e struttura. Pertanto puo’ essere ideale per un fresco aperitivo estivo, o accompagnare una cena dai sapori particolamente delicati.

Ci Abbiamo pensato tutti

Ma no: I vini rosati non si producono mescolando un bianco e un rosso,  almeno non in Italia. la base sono le uve rosse, vinificate con un contatto fugace delle bucce con il mosto. Un tempo estremamente breve che consente alle bucce di rilasciare nel mosto una spruzzata di colore, una percentuale minima di tannini e ovviamente gli aromi.

I migliori Rosè e le loro uve

Per i migliori spumanti Rosé del mondo è in voga un’uva regale: il Pinot Nero. Per questo le produzioni di Franciacorta e Trento Doc, come in Champagne, presentano notevole struttura, corpo, acidità e un certa profondità. si tratta a tutti gli effetti di vini ricchi e corposi. Altrove la tradizione del rosato si sviluppa attorno all’uva Corvina, come ad esempio sul lago di Garda, con il Bardolino, o ancora intorno al Negroamaro, nel Salento.

Ad uve diverse corrispondono ovviamente caratteristiche distinte. Nel Franciacorta ad esempio il colore è tenue, la tonalità a buccia di cipolla, al naso e in bocca si percepisce un’elegante intensità e sfumature di lieviti, che ben si integrano ad un sentore lievemente fruttato.

Il Bardolino invece generalmente ha colore vivace e brillantezza estiva, toni che tendono al porpora e una gamma di aromi spiccati di ciliegia, rinfrescati da sentori speziati.

Il Salice Salentino è nemmeno a dirlo il più mediterraneo. Caldo, avvolgente, sensuale, complesso. Per questo si sposa perfettamente con i frutti di mare.

Il Rosato della Basilicata è forse il più atipico. Deciso e corposo, deve tutto alle uve Aglianico, un vitigno da cui si ottenfono anche rossi di struttura importante.

La moda del 2019: il vino Rosa

Finora si è detto del vino rosè in generale, ma il 2019 sembra avere inaugurato la moda dei vini rosa. Fra Moët & Chandon e concorrenza è un’autentica gara a chi sfoggia livree più chic e prodotti à la page, tutto ovviamente con il rosa come denominatore comune.

Parlando di Moët & Chandon, la celebre cravatta nera, simbolo della maison dal 1886, si è recentemente vestita di una rosa fashion per un’edizione limitata del suo celebre rosé.

Vino o Lacrime di Unicorno?

Ma l’universo dei moderni vini rosa non si ferma qui. L’ultima e più delirante novità si chiama Lágrimas de Unicornio, lanciato l’azienda spagnola Gik Live.
Rosa e glitterato, il nuovo vino spagnolo sta attirando curiosità ed attenzione di un pubblico particolarmente attratto da quel curioso fenomeno che è l’unicorn food, una ricca lista di cibi dalle fantasiose tinte arcobaleno.

Il colore è qui l’elemento di maggior rilievo, quel millenial pink di recente ha spopolato anche nel mondo del il cioccolato. Un colore che da solo fa tendenza, ancor più se brilla con i riflessi di luce. Uno “shining” curioso e rigorosamente segreto, che l’azienda ha spiegato con l’utilizzo di  «vere lacrime di unicorno ottenute in un posto segreto con un processo di estrazione naturale». Origine che è comunque più credibile di quelle citate in certe etichette che girano da anni nel mondo del food di largo consumo.

Ma che sapore hanno le Lacrime di Unicorno? Questo possiamo dirvelo: leggero. Di quella leggerezza tipica dei vini rosati, con una gradazione alcolica contenuta (12 gradi). Ma diciamolo, non è per quello che la gente ne va matta: questo vino si beve essenzialmente per alimentare il profilo Instagram, non perchè piaccia. Qualora per qualcuno ci fosse ancora uno scarto sensibile, fra le due cose.

Insomma questo vino glitterato non è esattamente quello di cui avevamo bisogno, ma in fondo è quello che ci meritiamo!

Vini Rosa
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