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Superfood: tra marketing e scienza

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Superfood: tra marketing e scienza

I Superfood, propaganda o realtà?

Ne avrete sicuramente sentito parlare, i cosiddetti Superfood sono la moda del momento. La nuova invenzione delle multinazionali del food per creare nuove ed estremamente remunerative nicchie di mercato. Zenzero, Bacche di Goji, Quinoa e Avocado sono la moda del momento, almeno se volete vivere per 100 anni, a quanto pare.

Come la moda del Veganesimo, preziosa linfa per un mercato di prodotti altrimenti invendibili,  i superfood sembrano inventati apposta per farci pagare tantissimo quello che potremmo avere spendendo un terzo.

Senza voler entrare nel merito del discorso etico, nel caso dei vegani è abbastanza palese il plot narrativo. Alla filosofia alimentare entrata in voga negli ultimi anni è corrisposto un fiorire sospetto di prodotti ad hoc (spesso anche fraudolenti) studiati per venire incontro alle necessità quotidiane di chi ha rinunciato al cibo di origine animale. La solerzia della risposta del mercato ci fa pensare che quella del veganesimo fosse, come dire, un’esplosione controllata.

L’Europa non si fida dei Superfood

Gli Stati Uniti si sa sono la patria del marketing, dei coltelli che tagliano tutto, delle creme che tolgono i graffi dalla carrozzeria delle auto e dei condizionatori che funzionano a cubetti di ghiaccio. Lì la moda del Superfood ha spopolato raggiungendo negli ultimi anni proporzioni considerevoli. Ed è addirittura considerato legale inserire la dicitura corrispondente sull’etichetta dei prodotti.

L’Europa non si è ancora aperta a questa possibilità, qui occorre essere in possesso di dati scientificamente provati perché un cibo si possa fregiare di un’etichetta specifica.

Ciò nonostante i Superfood si sono diffusi largamente, sulla scorta dell’informazione sul web che da qualche anno tende a tesserne le lodi. Basti pensare che alcuni prodotti, come lo zenzero, negli ultimi anni hanno più che raddoppiato il loro impatto sui nostri mercati.

Ma qual è dunque la verità dietro a questi Supecibi? Sono davvero il segreto per un’eterna giovinezza?

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i Superfood non salveranno il mondo

Diciamolo subito, i superfood non salveranno l’umanità. Questo non vuol dire assolutamente che non possano avere nutrienti benefici per il nostro organismo, ma occorre essere attenti a non enfatizzarne le effettive potenzialità.

Già nel 2011 l’Agenzia Europea Sicurezza Alimentare (EFSA) si era espressa in maniera molto tiepida sull’attendibilità delle proprietà super cibi. Quasi a mettere in chiaro quanto fosse irrealistico aspettarsi effetti miracolosi da cibi sicuramente sani, ma del tutto comuni.

Ma quali sono questi Superfood e quali benefici possiamo realisticamente aspettarci dal loro consumo regolare?

BACCHE DI GOJI

Delle Bacche di Goji, Lycium barbarum e Lycium chinense, avrete sicuramente già sentito parlare. Sono un’eredità di un’antica saggezza cinese, la stessa, per intenderci, che considera la polvere di corno di rinoceronte un rimedio taumaturgico. Le bacche di goji si dice offrano aiuto al sistema immunitario, che apportino benefici sul trattamento di molti acciacchi e che incrementino addirittura la libido. Nessuna di queste proprietà è ovviamente scientificamente provata.  E’accertato invece che contengano alti livelli di zeaxantina (7,38mg per 100g), carotenoide dai comprovati effetti positivi sulla degenerazione del tessuto oculare legata all’età.

Se però andiamo in cerca di carotenoidi ha decisamente più senso mangiare dei semplici spinaci, che possono vantare carotenoidi per ben 12 mg/100 grammi di prodotto. Quanto ai benefici sul sistema immunitario, i limoni si fanno preferire per il loro ricco contenuto di vitamina C.

Contestualmente anche gli effetti sul nostro portafogli non sembrano essere paragonabili, 16,90 euro al kg per le bacche di goji, contro i 2 euro al kg degli Spinaci.

SEMI DI CHIA

la Salvia hispanica, pianta floreale originaria del centro-sud America, possiede dei semi che vengono annoverati tra i “superfood” in virtù del loro contenuto straordinariamente alto di omega-3: ben 17 grammi su 100 di semi di chia, in pratica quasi otto volte più della carne di salmone. E’ bene precisare perà che gli omega-3 della chia non sono identici a quelli che troviamo nel pesce, si assimiliamo diversamente e sono meno efficienti. Tuttavia possono essere considerati a buon diritto una fonte sostitutiva di Omega-3 soprattutto per quanti seguono una dieta vegetariana o vegana. Anche qui però cosa avete contro i semi di lino, che di omega-3 ne contengono 22 grammi ogni 100 di prodotto?

AVOCADO

Anche l’avocado è ormai da qualche anno sulla cresta dell’onda. i benefici dei frutti di Persea americana sono dovuti agli acidi grassi mono-insaturi e al grande potenziale calorico. Proprietà, queste si, confermate da attendibili studi scientifici. C’è da sottolineare però che gli acidi grassi monoinsaturi si possono ottenere in maniera altrettanto semplice e sicuramente meno economicamente onerosa da molte altre fonti comuni nella nostra produzione mediterranea, dalla frutta secca all’olio di oliva.

Meno attendibili sono invece le presunte proprietà benefiche circa la riduzione dei rischi di malattie cardiovascolari. Viene da chiedersi se mangiare avocado regolarmente non comporti invece un aumento del rischio, dato che un frutto mediamente contiene ben 234 calorie, più o meno le stesse di una barretta di cioccolata.

Oltre tutto è bene precisare che la famosa avocatina B, cui una ricerca del 2015 ha attribuito effetti positivi nella cura di un particolare tipo di leucemia, è presente solo nel seme (che non si mangia) non nella polpa.

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ALGHE

Le alghe commestibili sono considerate ricche di vitamina B12, iodio, calcio e ferro. Nutrienti in realtà non cosi rari. Il calcio si trova abbondantemente anche nel formaggio, o nel tofu per i vegani,  il ferro è abbondante nelle lenticchie o nel muesli. Dello iodio invece è bene assumerne in quantità moderate dati i suoi effetti diretti sul funzionamento della tiroide

È invece statisticamente rilevante il contenuto di Vitamina B12, che ne fa una delle poche fonti non animali disponibili per chi segue una dieta vegetariana/vegana.

KALE o CAVOLO RICCIO

Il Cavolo riccio, noto come Kale negli USA, Brassica oleracea per gli esperti,  è il paradigma di un’operazione di marketing ben riuscita. Della stessa e ben nota famiglia dei broccoli, dei cavoli, dei cavoletti di Bruxelles e del cavolfiore, il cavolo riccio deve la sua fama ai glucosinati.

Cosa sono? composti glucosidici che, raggiungendo l’intestino, rilasciano glucosio e isotiocianati, stimolando lo sviluppo di enzimi dall’effetto anti-cancerogeno.

Peccato però che da questo punto di vista il Cavolo Riccio non sia affatto migliore dei suoi parenti stretti anzi!  Il Kale contiene infatti solo 100 mg di glucosinati per 100 grammi di prodotto, mentre i cavoletti di Bruxelles toccano quota 236 mg, fate un po’ voi…

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ACQUA DI COCCO

Impropriamente chiamata latte di cocco si ottiene dalle noci ancora verdi e viene considerata un’alternativa naturale alle bevande isotoniche per gli sportivi.

Gli alti livelli di potassio che presenta dovrebbero in teoria favorire l’incremento dell’assorbimento dell’acqua da parte del nostro organismo favorendone la reidratazione. Nella prassi studi condotti in materia non hanno evidenziato alcun effetto di rilievo in tal senso in confronto all’uso di un qualsivoglia drink isotonico, o ancora meglio della pura e semplice acqua, che indovinate un po’, costa molto meno.

Quinoa

Un altro “superfood” attualmente molto gettonato è la Quinoa, in quanto ricca di amminoacidi, antiossidanti e vitamina E. La quinoa, non è un cereale ma una pianta appartenente alla stessa famiglia degli spinaci, da essa si ricava una farina priva di glutine e quindi adatta alla dieta per celiaci.

Al di là di queste qualità però, l’apporto calorico che porta in dote è davvero molto elevato per un ingrediente base, parliamo di circa 368 calorie per 100 gr di quinoa, quasi il triplo della pasta per intenderci.

Occhio alla penna…

Insomma come si evince dalla valutazione di ogni singolo caso, occorre stare bene attenti a distinguere la verità dietro il marketing. Esistono sicuramente cibi salutari e benefici per il nostro organismo, ma probabilmente non sono quelli che vogliono farci credere, o semplicemente non sono cosi miracolosi come si dice in giro. Nulla vieta di provarli o di consumarli comunque, è sempre opportuna però la consapevolezza.

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