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Il Cannolo siciliano, una delizia classica

cannolo siciliano

Il Cannolo siciliano, una delizia classica

Il cannolo siciliano è un dolce semplice, che deve la sua fortuna ad un equilibrio eccezionale di sapori. Il dolce della crema di ricotta e l’intenso e croccante contributo della scorza.

E’ senza dubbio uno dei capolavori della pasticceria non solo siciliana, ma italiana in generale. Una tradizione che pare abbia origini davvero antiche.

La storia

Il nome “Cannolo” deriverebbe dalle canne di fiume che venivano usate come supporto per arrotolare le cialde durante la preparazione. Originariamente pare che la sua produzione fosse legata alla festività del carnevale latino.

Secondo il duca Alberto Denti di Pirajno, nel suo saggio “Siciliani a tavola” edito nel 1970, la prima definizione del Cannolo siciliano risalirebbe addirittura al 75 a.C. e sarebbe attribuibile al noto oratore Cicerone, allora questore di Lilybeo, l’odierna Marsala.

“Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus”

“Un tubo di pasta di farina farcito di crema di latte dal sapore dolcissimo” potremmo tradurre.

Un’altra testimonianza la possiamo trovare all’interno del Dizionario Siciliano-Italiano-Latino di Michele del Bono del 1751. Alla voce Cannoli si legge testualmente: «Cannola: capelli arricciati. ricci. cincinni [per pasta dilicatissima lavorata a foggia di cannello, pieni di bianco mangiare. Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus]». Una definizione che ricalca perfettamente quella di origini latine.

cannolo siciliano

Harem e Cannoli

La verità è che al di là delle accertate testimonianze filologiche la vera storia dell’invenzione e dell’evoluzione del cannolo siciliano è ancora, come del resto quella di tante tradizioni popolari, avvolta nel mistero.

Esistono cosi diverse teorie, curiose anzichenò, sulla genesi e sull’affermarsi di questa ricetta. Pare si convenga sul fatto che già in epoca romana fosse nota, ma c’è chi sostiene che fu nel periodo arabo che il cannolo venne alla ribalta diffondendosi in tutta la Sicilia a partire da un Harem.

le donne del signore di Qalc’at al-Nissa (Caltanissetta) durante le lunghe assenze dell’emiro, per ingannare l’attesa, si dedicavano alla preparazione di prelibatezze e dolci elaborati; fatta propria questa ricetta di origine romana la rielaborarono, pare,  secondo il loro gusto e le loro tradizioni, dando così origine alla versione definitiva del dolce, che oggi rappresenta in tutto il mondo una delle eccellenze siciliane.

Gli Harem si sa, non erano esattamente ambienti da cui filtrassero facilmente mode e tendenze. E infatti, sempre secondo questa teoria, fu solo successivamente. con la fine del dominio arabo in Sicilia, che questa ricetta divenne di dominio pubblico.

Come? Il percorso logico è fantasioso, ma non improbabile. E’ plausibile infatti che alcune di quelle concubine, fuoriuscite dagli Harem nisseni e convertitesi per opportunità alla fede cristiana, si fossero ritirate a vita monastica, veicolando in ambienti cristiani ricette e usanze praticate nelle corti degli emiri.

Ereditato dunque dalle donne musulmane, il cannolo sarebbe diventato un dolce cristiano a tutti gli effetti, trovando inizialmente la sua collocazione come tipicità delle feste carnevalesche.

E’ qui che si collocano altre teorie sull’origine del nome. Vi è infatti una corrispondenza filologica sul termine “cannolo”, che in dialetto siciliano indica anche una sorta di rubinetto tipico delle fontane di piazza. Secondo questa ipotesi il nome deriverebbe quindi dall’interpretazione dello scherzo carnevalesco che consisteva nel far fuoriuscire dal cannolo la crema di ricotta al posto dell’acqua.

cannolo siciliano

Che sia nato a Caltanissetta o meno,  il Cannolo è storicamente un patrimonio tradizionale di tutta la Sicilia ed ogni provincia vanta varianti specifiche ed interpretazioni autoctone.

il Cannolo siciliano e le sue interpretazioni

Sulla cialda si conviene quasi ovunque sull’impiego della farina di grano tenero per dolci maiorca, molto comune in Sicilia almeno fino agli anni 50.

Il ripieno tradizionalmente è una crema soffice di ricotta di pecora setacciata e zuccherata, cui in genere si aggiunge la frutta candita e le gocce di cioccolato, per concludere con una spolverata di zucchero a velo.

Proprio sul ripieno esistono oggi diverse varianti del cannolo tradizionale. Nel ragusano ad esempio si utilizza per la crema la ricotta vaccina, dal gusto più delicato. Altrove come a Dattilo o a Piana degli Albanesi, famose per le loro versioni,  una ricotta più grezza e delle scaglie di cioccolato fondente.

Altre e più fantasiose varianti, coinvolgono nel ripieno e nelle guarnizioni altre tipicità del territorio siciliano, come il Pistacchio di Bronte D.O.P. che arricchisce il gusto straordinario dei nostri Cannoli Bronte.

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