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Cucina e fantasia, quando non vanno d’accordo

Cucina e fantasia, quando non vanno d’accordo

Quando la fantasia in cucina diventa un delitto

Cucinare si sa è un’arte. E come ogni disciplina è regolamentata da canoni spesso molto severi, soprattutto quando si ha a che fare con ricette che sono delle autentiche istituzioni nazionali. Tutti cucinano, non tutti sono artisti, però. Il fiorire online della moda dei food blog ha generato una certa libertà di interpretazione attorno al mondo delle ricette classiche. Fioccano ricette su versioni gastronomiche dei classici estremamente sui generis, che spesso violano intimamente la deontologia dei piatti tradizionali.

Il video dei The Jackal è estremamente ironico e riuscito, proprio perchè gioca su un concetto oggi estremamente attuale: l’arte di cucinar male, per usare un eufemismo. Cucinare male è un vero e proprio delitto, perpetrato non solo come nel video in questione ai danni di famosi e simpatici chef che si prestano al gioco, ma soprattutto contro la cultura gastronomica tradizionale.

Food e crisi diplomatiche

Proprio la carbonara era stata qualche tempo fa vittima di un altro attentato, sicuramente meno ironico e gradevole, da parte di un editore francese. Preferiamo non descriverla perchè davvero sarebbe impresa improba. Piuttosto, con una certa cattiveria, ve la riproponiamo acciocchè possiate farvi del male da soli, se proprio ci tenete.

Ciò che ci interessa è piuttosto l’incidente diplomatico che si è verificato a causa di questo video. I leoni da tastiera del web pronti a rivendicare paternità e copyright della ricetta tutta italiana. Uno sdegno condivisibile certo, ma che testimonia quanto il pubblico alla fine resti legato alla tradizione.  Questo nonostante il mercato del food ci dimostri giornalmente di essere aperto davvero a qualsiasi improbabile novità. E ogni riferimento all’Unicorn Food NON è puramente casuale.

Che il food sia ad oggi argomento piuttosto delicato, lo hanno capito a loro spese anche Dolce & Gabbana, che a nella loro disastrosa campagna cinese hanno rimesso buona parte del loro fatturato.

Un’arte senza fantasia?

Ma se la cucina è davvero un’arte, la fantasia puo’ essere bandita dai fornelli? Assolutamente no. Il dito dunque è puntato, non tanto su chi  sperimenta consapevolmente, ma su chi lo fa in maniera del tutto scriteriata.

La creatività deve essere dunque alla base del lavoro di ogni chef che si rispetti, insieme ad una buona conoscenza dei canoni, ben inteso. Persino nelle ricette tradizionali le varianti sono bene accette, a patto che sappiano abbracciare tipicità in linea con la ricetta originale.

E’ il caso ad esempio della famosa Pizza Margherita di Carlo Cracco, che nonostante abbia fatto storcere il naso a mezza Italia, si è confermata alla fine come un piatto davvero apprezzabile, pur essendo molto sui generis.

E’ il caso, crediamo, di alcune creazioni di pasticceria che innovano la tradizione accostando alla ricetta originale le tipicità regionali D.O.P., come la nostra Cassata Bronte.

Insomma, fantasia in cucina si, ma per carità, non fateci crepare Cannavacciuolo!

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